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  martedì, 30 settembre 2008 // fatal-mente
psychostarlet • 10:42
in : pura gggioja


io non lo sapevo, ma i R.E.M. mi piacciono. adoro andare a concerti in cui il pubblico medio supera allegramente il mezzo secolo, mi fa sperare in un futuro in cui non dovrò per forza indossare abiti scuri sformati, gambaletti color carne e scarpe tacco largo-punta squadrata.

li amo

reduce da svariate serate distruttive e concerti inaspettati (torinoèlamiacittà, torinoèlamiacittà. i torinesi sono felici di essere torinesi, ed il perchè è lampante, soprattutto all'inizio dell'autunno, quando la città e le condizioni atmosferiche sono in perfetta sintonia, si accarezzano e si completano. e comunque ha riaperto puddhu bar, e abbiamo le serate indie più fiche d'italia no?) rilassante, essere tornata nel pieno dell'attività.
mi godo questo momento di pace, assaporando gli istanti che mi separano dal momento soffice in cui il mio naso assaporerà la nebbiolina di questa mattina dell'ultimo giorno di settembre e ci entrerò e annuserò l'aria e questo odore di tuttostaperaccadere sarà nei miei polmoni e entrerà in circolo nelle mie vene, arriverà al mio cervello e mi farà sentire come Proust quando assaggia le sue madeleines, mi godo questo momento di pace con caffè in una mano e placebo nell'aria, mentre il mio ometto di là cucina e ascolta gli incubus a tutto volume, ribadendo che sì, siamo decisamente i re dell'inquinamento acustico di questi 40 metriquatri tutti per noi.



(( i'm waiting for the man ))


  lunedì, 15 settembre 2008 // espansio.ne
psychostarlet • 09:45
in : photoscazzi, pura gggioja




ieri notte mi son seduta sul balcone e ho sentito che il futuro mi stava balzando addosso
, mi colava tutto attorno rimbombando, e io imperterrita mi godevo ultimi istanti di quiete glaciale perchè potevo permettermelo nel mio metroemezzo di sospensione sul vuoto, ancora un ultimo tiro checosìmagaririescoadormire guardando le luci tremolanti della città e il cielo, e l'ho spenta e me ne son tornata nel letto a dormire con the my big maore e un sorriso sulle labbra non da poco, perchè son ricominciate le folli notti alcoliche di noi tossici&creativi bambini fotografici, e perchè una parte di me vorrebbe essere a Istanbul, e perchè comunque avevo visto il mio futuro in una crisi mistica sul balcone ed era una totale espansione.    


(( i'm waiting for the man ))


  mercoledì, 03 settembre 2008 //
psychostarlet • 23:47
in : photoscazzi, pura gggioja


le foto di Istanbul sono qui

di nuovo la casa piena di gente varia ed eventuale...mi mancava.
molti progetti e molta poca voglia di parlarne.
per il momento mi godo l'intimità, e una persona con cui posso lastrarmi maledettamente senza temere null'altro che risate folli.
(perchè adoro Torino in questi momenti di sembrachesiamoinvacanza e siamo noi a decidere tutto, siamo i padroni di ogni istante, siamo due schegge impazzite che vagano per la città semivuota, siamo due schegge impazzite che poltriscono leggendo libri divano+funny cigarettes, quando ci guardiamo 3 film per notte e beviamo thé che ci tiene svegli e ospiti che salgono questi tre piani malefici fino a notte fonda)

prossimamente:
concerto dei REM
una tregiorni in Sardegna
e si incrociano le dita, nuovamente.



(( i'm waiting for the man ))


psychostarlet • 12:20
in : molto arguta, pura gggioja


- complessivamente 120 ore di viaggio, sparse tra traghetti con le piattole, treni turchi, pullman scomodi e simpatiche camminate al sole con tre zaini in due
- io e l'amorA che dopo 22 giorni non solo non abbiamo litigato, ma abbiamo ancora un macello di cose da dirci e ormai parliamo in un linguaggio sconosciuto ai più
- ettolitri di caffè superspesso e thé
- Atene, acropoli illuminata
- noi due giriamo a caso da Atene a Salonicco senza aver la minima idea di come arrivare in Turchia, senza un posto dove dormire, molto rocchenroll e molto ontheroad
- bere birra e ascoltare i Beirut mentre il sole tramonta non troppo in lontananza e il treno sfreccia verso la Turchia, piedi nudi e mezzelune disegnate un po' ovunque
- ore sveglie in piena notte, ad ascoltare i rumori della dogana, e interminabili controlli passaporti
- lo zaino che si rompe, e ce lo aggiusta un vecchio greco con del fil di ferro tirato fuori da chissà dove
- dormiamo in stanze spoglie, la casa sul Bosforo ci accoglie inaspettata, i nostri padroni di casa si parlano in svariati idiomi a noi conosciuti e non e si fanno la doccia insieme a qualunque ora del giorno
- Arnavutkoy: partiamo con chiavi di casa rosa e nemmeno una cartina, girovaghiamo, ci perdiamo, respiriamo Istanbul
- narghilé, sempre
- due anziani turchi che si offrono di insegnarci il backgammon e ci parlano a lungo di Aldo Moro (?)
- quando meno te lo aspetti, sentire il muezzin che canta
- Istanbul è tutta luci e cose favolose e oriente e locali superfighi, moschee e peyote, terrazze illuminate, mercati con le capre e ragazzi indie, vecchio e nuovo
- per strada, pannocchie e vassoi di thé e perline
- donne grasse seminude ci lavano e ci massaggiano ed è un'esperienza piuttosto scioccante, quando pensiamo che da noi alle donne anziane non è permesso, possedere un corpo, e questa cosa di femminilità tutta spiaccicata e solidale io non l'avevo mai sentita
- una sera rientriamo e Memduh se ne va in giro per casa con un piatto infuocato recitando "ohm"
- hashish sul Bosforo
- ce ne andiamo con la sensazione che qualcosa di epocale sia avvenuto in noi e attorno a noi, e lasciarla è un trauma
- Istanbul-Salonicco-Santorini: 12+25 ore di svacco, e guardare i notiziari in greco e cercare di capire che minchia sta succedendo in Georgia, e poi mi chiama Da e finalmente tutto mi è chiaro
- impariamo a dormire con luci accese gente urlante e arriviamo esalando odori molesti, ma ce ne sbattiamo allegramente il cazzo, passeggiamo sul ponte ascoltando gli Afterhours e sentendoci in mezzo a tutto
- il greco è spagnolo satanista detto all'incontrario
- "signorina...scusi...signorina..." (e altri svarioni che solo noi potremo comprendere)
- noi e il quod: problemi e incomprensioni, chilometri e chilometri macinati per sfuggire alla desolazione di Santorini, noi che speravamo di trovarci droghe&ggggiovani&viaggiatori come noi e invece c'era solo l'Italia dei Vanzina
- i riposini all'1 di notte prima di uscire per andare a ballare, prendendo per il culo tutto quello che non era NOI
- la sensazione del VIAGGIO. e compatiamo quelli che sono qui in VACANZA, ci sembrano poveri e scialbi, e noi amiamo tutto cio' che è brutto solo per il fatto che esiste, e che possiamo vederlo e conoscerlo, ma nessuno capisce cosa intendiamo
- Ios e le sue stradine fantastiche e le scalette deliziose e i ristoranti con i topi-mascotte che girano indisturbati tra le foglie di vite penzolanti tra una casa e l'altra, illuminate da millemila lucine colorate
- bambini che giocano sulle chiese (ma proprio SOPRA)
- Mirabello e magliette fantastiche
- noi in ogni caso siamo molto moleste, ma abbiamo il sospetto che se tutti (o quasi) ci odiano è perchè non siamo abbastanza fike&patinate, e abbiamo ancora qualche difficoltà a divertirci ballando come cretine Rise Up alle 5 del pomeriggio, dunque siamo tragicamente fuori target
- conosciamo svariati parrucchieri napoletani che ci pettinano e ci idolatrano in vari modi
- pieno zeppo di australiani e gente ubriaca a qualsiasi ora del giorno e della notte, torniamo a casa alle 8 del mattino e dobbiamo scavalcare corpi addormentati
- ci slinguiamo una fottutissima inglese ubriaca nel cesso del Kandi di prima mattina
- avvenimenti random di gente conosciuta per caso, con cui si parla di tutto e niente nei posti e nei momenti più improbabili
- playlist: Beirut, Afterhours, Incubus e LoveIsNoise
- mare/vento/sabbia/sole
- beviamo sempre gratis, sempre molto
- dormire sul ponte della nave, il vento maledetto che ci sovrasta, tra due toscani rompicoglioni che ci provano fastidiosamente e che, poverini, ancora non sanno che non gliela daremo mai ma che li stiamo solo usando per riscaldarci, e la necessità ci fa stronze e scaltre, e poi svegliarsi con l'alba che illumina l'enorme H di Elicottero su cui siamo sdraiate, con le tonsille in fiamme
- Ancona, finally, e posso leggere giornali, e soprattutto qualcosa che non sia la Guida della Grecia o le componenti del sapone liquido


e poi arrivare a casa, con Da che mi aspetta alla stazione e mi raccoglie col cucchiaino e mi mette a letto e mi cura e mi regala un sacco di cose.
vado per tornare e avere un po' più di cose per la testa, e sapere che me la cavo anche un po' così, da sola e allo sbaraglio.
sacrosanto bisogno di riposo. rigenerazione. libri. ammmmore.

poi le foto.
(prometto che le metterò, da qualche parte)
adieu






(( i'm waiting for the man ))


  martedì, 22 luglio 2008 // bombe a mano!
psychostarlet • 14:27
in : pura gggioja


perchè io non lo accetto, che qualcuno abbia il coraggio di paragonarsi a David Bowie!

come passo le giornate:

così.
o ancora meglio, così.
alla mostra sulla Cina.
venerdì, Bluvertigo!

e a ubriacarmi+molto ammmMMMmmmore con *_*(luvluv)

guardo Singing in the rain.
e tra poco parto, io+Ceci e rocchenroll


(un po' sul filo del rasoio, cerco respiri in città caotiche
per trovare nuova salute mentale e più ispirazione,

partire per tornare e avere così tante cose da dirti)



(( i'm waiting for the man ))


  domenica, 13 luglio 2008 // momenti di gioia apocalittica
psychostarlet • 12:20
in : pura gggioja


because the night belongs to lovers
because the night belongs to lust

ioerolìioerolìioerolìioerolìioerolìioerolì
tra ore di nave, sommersi di macchine fotografiche e polaroid e holgaholga e la mucca di plastica.


anche le mucche chiedono un po' di sano divertimento. e io avevo molto molto molto bisogno di staccare. partire. perchè qui tra insani tossici minacciosi l'aria si stava facendo irrespirabile. e anche a torino è chiaro che abbiamo i monsoni, e piove e piove e piove.

 
"La chiave della felicità è la disobbedienza in se
A quello che non c'è"

 

così ho fatto lo struzzo e mi son rifugiata tra le pecore e il mare, senza vedere più un giornale, ignorando piazza Navona, perchè non ho le forze nemmeno per incazzarmi per quallo che succede nel mondo, e mi dispiace, ma la mia tentazione più grande è mollare tutto e andarmene, che maledetta stronza sarei. mi sono arrampicata su una montagna credendo di essere la nuova Indiana Jones in rayban e cappellino e invece quando sono scesa mi sembrava di aver vissuto un'esperienza mistica, come se avessi rischiato la vita diecimila volte e fossi sopravvissuta finalmente a tutte le fobie, e ridevo scampata al pericolo. in un posto che era a metà tra l'Eden e il nulla.

*guardiamo una stella e giriamo su noi stessi, fino a cadere, le scimmie nel cervello.
diecigiornidimaremaremare e campeggi folli e notti in spiaggia a ridere che mi mancava il respiro e visitiamotuttoquellocheriusciamoavisitare e cerchiamo i fenicotteri e sano vino ristoratore.

e poi son tornata alla realtà, un pochino, anche se tanto realtà non era, perchè i sex pistols redivivi vanno oltre la mortale immaginazione, e Jhonny Rotten in palandrana patchwork mi faceva venire un po' da piangere e segnava immancabilmente la morte di un'epoca, anche se c'è chi dice che eravamo in 70mila, anche se cantare Anarchy in the UK dal vivo è stato comunque un po' un'emozione, alla fin fine.
due settimane di gggioja che si concludono in un sabato sera apocalittico. pioggia a fiumi, in dieci sotto un ombrello, e i Massimo Volume, di cui mi son follemente innamorata, che altro che gli Offlaga, cazzo! e Patti Smith profetessa degli inferi. quasi inspiegabile come una voce così celestiale possa uscire da una creatura tanto orribile, fatto sta che alla fine del concerto desideravo più di ogni cosa essere lei, e sacrificare giovinezza e quant'altro per una goccia del suo carisma o anche solo del suo talento. dopo cotanta mostruosità, ho temuto rabbrividendo che il concerto degli Afterhours mi deludesse alquanto, e invece devo dire che Manuel ha tenuto alto l'onore e quasi mi ha fatta commuovere. 

E' il tempo che scorre lungo i bordi
Siamo io e te appoggiati su queste sedie
io e te su queste sedie
ad aspettare
Poi comicia la polvere
(li amo, li amo!)
torno al mondo.
a informarmi su quello che accade. ancora per due settimane, poi un lungo oblio.



(( i'm waiting for the man ))


  mercoledì, 25 giugno 2008 // lunghi monologhi e barbose disquisizioni
psychostarlet • 17:16
in : nazionale anale banale, pura gggioja


eppapparappappà e me ne parto per la Sardegna con la valigia carica di rulli e polaroid, e il libro nuovo di Brizzi, un po' di solemaremaremaresole, finalmente; (che ustionarmi perchè mi sono addormentata nel cortile dello IED sotto il sole non mi basta più, affatto)
ma soprattutto via da qui per un po', che è sempre meglio. soprattutto se ricevi continue minacce di morte. ma vabbeh.
(voglio una macchina per fotografare i profumi)(subito)
ieri sera ho fatto le foto mosse ai fuochi d'artificio, poi ho perso completamente la cognizione dello spazio-tempo, mi sono rivelata per la tossica quale sono e mi son svegliata stamattina giusta giusta per andare all'esame (l'ultimo, n.d.a.) con una sega elettrica rombante in testa.

pensieri alla rinfusa nella testa:
- lo spotone
- il portfolio che dovrò decidermi a fare prima o poi
- chemicalbrothers ancora!
- prenotare sti cazzo di biglietti per la Grecia
- son esattamente ventiquattr'ore che non sono lucida
- caldocaldocaldocaldo
- il mio estetista è un uomo (ovviamente gay)
- ho voglia di velvetunderground e un lungo viaggio in macchina
- lastrata. del tutto.
- ciliegie

Sayonara, per un po'!
tornerò in tempo per il Traffic
e i MarsVolta
ecc...



(( i'm waiting for the man ))


  mercoledì, 18 giugno 2008 // voglio l'aplomb del piccione,
psychostarlet • 16:07
in : pura gggioja


quello che attraversa la strada zampettando e non si scompone minimamente se gli suoni il clacson a mezzo metro dalle orecchie, che poi dove ce le hanno le orecchie i piccioni?
aspetto l'ultimo esame per volare via felice come un fringuello (oggi ho una certa ossessione per i volatili...)
Rebel rebel...
finalmente anche qui è arrivata l'estate, cazzeggio e piedi sudati compresi.
[dopo aver scoperto le delizie del sushi, ho iniziato ad avere delle difficoltà a mangiare cibi cotti]

"Una voliera.
Tu la riempi di uccelli,
più che puoi,
poi un giorno che ti succede
qualcosa di felice
la spalanchi,
e li guardi volar via."



(( i'm waiting for the man ))


  martedì, 03 giugno 2008 // sembrava l'apocalisse, e invece.
psychostarlet • 20:56
in : photoscazzi, pura gggioja


giovedì notte passeggiavamo sotto il diluvio tra i ponti sulla Dora, e sembrava che la natura si stesse rivoltando.

i Murazzi, gioia e orgoglio dei giovini turineisi, assaliti dal fango.

qui di seguito: trasferta IED a Sestri Levante (via dalla pazza umidità), per la gioia dei nostri sensi e lo sciallo delle nostre menti (alloggio e divertimenti sponsorizzati interamente da Fra&Co)




et dunque molta allegria.
ancora due settimane di studio, grossomodo, anche se svicolerò in tutti i modi.

finito il tempo a mia disposizione. me ne vo a leggermi un libro, tazza di thè e tinta per capelli nera nuova fiammante.
adieu.



(( i'm waiting for the man ))


  lunedì, 26 maggio 2008 //
psychostarlet • 20:31
in : nazionale anale banale, pura gggioja


ho dichiarato la mia disfatta dormendo tutto il giorno e rinunciando allo studio.
Torino si è ufficialmente catapultata nell'autunno senza passare per l'estate.
passiamo allegramente i sabati notte a fare quiz di arte ubriachi (noi, non i quiz di arte) e poi mi chiedo come mai continuo a essere così irrimediabilmente impreparata.
oltretutto piazza Vittorio era impraticabile e io odiavo un po' tutti, soprattutto una tipa con il capellino a girasoli che si ostinava a fare foto col flash e io che mi chiedevo cosa mai le sarebbe uscito, così a duecento metri di distanza, ma son misteri anche questi.
d'altra parte, dopo cinque o sei anni di più o meno assidui concerti dei Subsonica (casualità pura, dato che mi ostino ad avere solo un cd che peraltro non ascolto quasi mai, non per cattiveria, ma perchè ogni volta che realizzo da chi è composto il pubblico medio dei suddetti, sono colta da tante e tali paranoie che mi rovino ogni gusto nell'ascolto) ho notato che, nonostante tutto, mi ricordo i testi meglio io di Samuel.
VOGLIO ANDARE A VEDERE LA MOSTRA DI AVEDON IL PRIMA POSSIBILE! (prima che finisca, almeno...>.<)
con questo tempo la mia vita si riduce a tristi momenti di studio intervallati da sonnellini piuttosto piacevoli, sesso di qualità e fotografie. mi dedico anche alla rilettura di libri vecchi, dato che non ho il tempo né i soldi per procurarmene di nuovi.
stamattina (beh, a mezzogiorno) son venuti a riprendersi la playstation dimenticata da mesi (tanto non la usavo, in effetti)
e voglio anche il concerto dei Beirut ma sembra un po' impossibile data la tragica scarsità di mezzi economici che colleghino Torino con Parigi.
e ieri sera, da buona paladina della giustizia, ho anche chiamato i carabinieri, pentendomene subito dopo, ovviamente. ma queste sono altre storie.

notizie varie che mi fanno chiaramente percepire l'ineluttabile:
@  ovvero "l'ottima gestione dei Cpt"
@ ovvero "le ronde come soluzione a tutti i nostri problemi"

(.______.)
in questi giorni sono molto violenta e anche piuttosto stupida, connubio davvero poco piacevole che mi rende irritabile e fastidiosa. non ho nemmeno le casse del computer e non posso ascoltare la musica. sono decisamente alla frutta.
l'unica cosa che mi consola (beh oddio....) è che questa particolare condizione di angoscia esistenziale mi fa sentire incredibilmente vicina a Sartre (ok ho un'opinione leggermente falsata della mia persona) ed è chiaramente dovuta al fatto che cerco di pensare troppo, ma con un cervello evidentemente troppo piccolo.

devo fare milioni di stampe. questo significherà un giugno passato al buio della camera oscura con fatali conseguenze allucinatorie.
:D

meno male che. *_*



(( i'm waiting for the man ))